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ASSENZA DELLA REGIONE ALLA CONFERENZA SULLA VALUTAZIONE PER L'AMPLIAMENTO DEL CENTRO COMMERCIALE DI VENUSIO
Rendiamo merito all’Assessore alle attività produttive del comune di Matera, Di Maggio, per la chiara presa di posizione in merito all’assenza della Regione Basilicata alla conferenza di servizi di ieri 13 novembre che avrebbe dovuto valutare i requisiti del progetto di ampliamento del centro commerciale di Venusio.
Condividiamo le sue preoccupazioni anche alla luce delle, sia pure remote, ipotesi relative all’innesto delle variabili rivenienti dall’applicabilità della regola del “silenzio assenso” che alla fine potrebbero essere invocate per mettere tutti di fronte al fatto compiuto che complicherebbe ancora di più una questione già, evidentemente, assai complessa.
Pur nella certezza che non esistono le condizioni per invocare il silenzio assenso siamo convinti che debbono essere fornite in tempi celeri risposte chiare alle istanze di chiunque anche se, in questo caso, le risposte non potranno che essere di diniego dell’autorizzazione alla luce di quanto abbiamo dimostrato e continueremo a dimostrare, con maggiore puntualità, in sede di conferenza di servizi.
Resta, tuttavia, un elemento con il quale non concordiamo con l’assessore Di Maggio: egli afferma che le valutazioni riguardano solo questioni urbanistiche.
Vogliamo ricordare che nel comparto C8 insiste una grande struttura di vendita (ipermercato) e altre cinque esercizi che l’ufficio commercio classifica come “medie strutture” quasi si trattasse di strutture separate e non fossero invece componenti unitarie dello stesso centro commerciale avendo spazi, ingressi, illuminazione e servizi comuni comunque gestiti in comune dal consorzio del conduttori.
Riteniamo che l’interpretazione dell’ufficio commercio non possa essere condivisa alla luce della vigente legge regionale e delle risoluzioni ministeriali in materia che rafforzano quanto già evidente ad occhio nudo e cioè che a Venusio si è di fronte a un centro commerciale e non già a negozi sparsi senza collegamento alcuno.
Se questo è vero correrebbe l’obbligo all’amministrazione comunale di “ripristinare la legittimità” delle situazioni prendendo atto che esistono altri 3000 metri quadri circa di grande struttura di vendita a valere sulla disponibilità prevista dal piano regionale. Ciò significa saturare quella disponibilità e, conseguentemente, prendere atto della impossibilità di autorizzare nuove superfici.
E’ questa una questione meramente tecnica? Riteniamo di no. Anche perché non si riesce ancora a capire chi deve intervenire per correggere “errori” tecnici che sconvolgono le regole del gioco, la correttezza e la trasparenza degli atti amministrativi e il rapporto fiduciario che deve esserci tra amministrati e amministratori.
E’ appena il caso di rammentare che nell’ultima conferenza di servizi, sullo stesso argomento dell’ampliamento del centro commerciale di Venusio, i partecipanti (Regione, Provincia e Comune) a fronte della dimostrazione degli errori lapalissiani contenuti nel “permesso a costruire” rilasciata
dall’ufficio tecnico dello stesso comune affermarono che il loro compito era quello di prendere per buoni gli atti prodotti dall’ufficio tecnico senza entrarne nel merito.
Può essere questa, assessore, la posizione dell’Amministrazione?
Noi La invitiamo, invece, a valutare se le nostre osservazioni in merito ai persistenti “errori” dell’ufficio tecnico siano fondate oppure no.
In caso affermativo dovreste assumere l’onere di tutelare l’Amministrazione e la città da ulteriori rischi di danni patrimoniali oltre che morali. Rischi tutt’altro che remoti considerato che il Tar è gia stato adito e le istanze di ripetizione del danno sono già state avanzate.
Matera, 14 novembre 2007
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