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FIPE-SILB: SICUREZZA STRADALE, INEFFICACE NORMA SU ALCOL
L'Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento Danzanti e di Spettacolo e la Fipe bocciano la norma sul divieto di vendita e somministrazione di alcol dalle 2 di notte.
Il pacchetto sicurezza approvato oggi al Senato seppur condivisibile per quanto riguarda gli obiettivi non va nella giusta direzione per cercare di limitare le cause più frequenti degli incidenti stradali e non risolve il problema dell'abuso di alcol.
Il provvedimento fortemente contestato dalla Federazione dei Pubblici esercizi e dal Silb è quello che prevede il divieto di vendita e somministrazione di alcolici dalle due di notte.
"E' una legge profondamente ingiusta - dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe-Confcommercio - perché danneggia pesantemente una categoria e potrà avere effetti devastanti sul turismo, ma anche sbagliata perché affronta un vero problema ponendo divieti e proibendone la somministrazione ad una determinata ora, senza invece accompagnare i consumatori verso un consumo consapevole ed inasprendo i controlli sulle strade. Una persona deve capire da sola che l'abuso è sbagliato, non perché è vietato ma perché danneggia la salute e può causare danni indiretti come gli incidenti. I divieti - afferma ancora Stoppani - alimentano comportamenti trasgressivi, soprattutto tra i giovani, e non portano alla formazione di un senso civico e serietà di comportamento che si costruiscono con l'educazione, la promozione e la severa repressione delle devianze".
Il decreto convertito in legge contiene, ad esempio, articoli sulla guida senza patente, sui limiti di velocità, sull'uso dei telefonini, ma non incrementa il numero dei controlli sulle strade.
La Francia, a fronte dei nostri 400 mila interventi della polizia stradale, ne conta circa 10 milioni.
Tali dati indicano che si è ben lontani dal dimezzare il numero delle vittime per gli incidenti stradali da raggiungere nel 2010.
Secondo Fipe per impedire la guida agli ubriachi si colpiscono gli altri consumatori, limitando la loro libertà individuale e attribuendo loro responsabilità che non hanno.
"L'Italia è l'unico paese al mondo a poter vantare una norma così proibizionistica e penalizzante - afferma Renato Giacchetto, Presidente del Silb - non considerando che si muore sulle strade e non nelle discoteche. Inoltre non è stato minimamente considerato l'impatto sul turismo e sulle aziende che rischiano di perdere circa 2,5 miliardi di consumi equivalenti a 50 mila posti di lavoro".
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